|
|
|
Firenze nel Trecento
Nella prima metą del Trecento vi sono eventi molto importanti per la
vita sociale ed economica fiorentina. Sotto la spinta della fase di crescita,
erano numerosi gli impianti di nuovi centri abitati, infatti le Terre Murate fiorentine, erano destinate a sostenere le scelte
territoriali delle formazioni politiche, che assumevano la dirigenza. Agli inizi del secolo
il tessuto urbano della cittą e le linee di sviluppo messe
a punto nel secolo precedente non subiscono modificazioni di fondo. L' ultima cerchia
muraria iniziata nel 1248, venne completata nel 1333, la cerchia includeva
i borghi e i nuovi insediamenti produttivi, religiosi, che si erano formati all'esterno
di alcune porte delle mura preesistenti, in corrispondenza dei principali
assi di viabilitą.
Alcuni dei nuovi poli erano nati per l'azione svolta
da vari ordini mendicanti ( Carmelitani, Francescani ). Questi erano ordini da
tempo insediati in prossimitą della precedente cerchia, lungo i percorsi
principali: via Romana, le vie verso il Valdarno, la via verso
la zona Pratese - Pistoiese, la via verso il Mugello e i valichi
verso Bologna. Oltre a questi insediamenti lungo la cerchia si avevano insediamenti
di carattere patrizio, che avevano creato delle importanti trasformazioni
nel tessuto urbanistico. Quindi si nota un affermarsi di nuove tipologie edilizie.
Il fenomeno era dovuto in modo particolare alle famiglie pił ricche, che
avevano interessi molto forti nel contado. Altre modifiche avvengono nell'area
dentro la cerchia antica del 1078, in particolare nella zona attorno al mercato.
Questi interventi presuppongono un riadattamento della cittą alle nuove
esigenze funzionali e soprattutto dell'immagine.
Questo secolo č caratterizzato da linee diverse di trasformazione del tessuto cittadino. Le grandi famiglie
erano protagoniste dell'accorpamento delle proprietą edilizie, e delle
trasformazioni tipologiche. A questi ceti si deve la creazione di ospedali, patronati
religiosi. Le norme venivano emanate dalla Magistratura e dagli organi
del Comune, e curavano la linea riferita alle iniziative di carattere pubblico,
quindi i luoghi destinati alla rappresentanza pubblica e alle infrastrutture cittadine.
Un'altra linea di trasformazione era quella delle iniziative di nuova edificazione,
i promotori erano in genere organi religiosi o altre corporazioni, come le Arti.
Il tipo edilizio era quello delle case disposte l'una accanto all'altra,
situate su lotti con fronte strada molto ridotto.
La Firenze di questo secolo era molto rinnovata rispetto al secolo XIII, ma il modello di funzionamento
era sempre lo stesso. Il tessuto urbano era configurato secondo una concezione
gerarchica sia nelle sue parti, che nelle sue funzioni, e rifletteva poi la struttura
gerarchica delle istituzioni dell'epoca.
Dopo che venne completata l'ultima cerchia muraria, il territorio venne organizzato in quattro quartieri,
ogni quartiere era diviso in quattro gonfaloni. Nella zona pił antica, quella
intorno al Mercato Vecchio, c'erano le residenze
e le botteghe di molte antiche famiglie, oltre alle sedi politiche principali.
In modo particolare erano insediate le sedi delle Arti principali. Questa
si presentava quindi come una zona molto satura, caratterizzata da un tessuto
viario minuto, e da un'edilizia molto addensata. Agli spazi angusti della parte
pił antica della cittą, si contrapponevano le piazze attorno alla
Cattedrale e al Battistero. Un tessuto pił contrastato si trovava tra la
fascia occupata dalla penultima cerchia e il circuito dell'ultima cerchia. In questa
zona alla trama molto densa delle case e delle botteghe di piccole dimensioni,
si trovavano i grandi edifici conventuali o religiosi degli ordini mendicanti francescani e domenicani.
Le torri erano frequenti in questa parte della cittą, alcune delle quali vennero incorporate in altri edifici.
In corrispondenza di piccoli slarghi si trovavano le Logge che accoglievano
riunioni, incontri diventando il tramite nei rapporti della vita fiorentina.
Nel centro della cittą si trovavano molti cantieri aperti, tesi a realizzare
opere di prestigio; infatti proseguono i lavori della
Cattedrale (Santa Maria del Fiore), in cui lavora sia
Giotto che il Talenti; il Campanile del Duomo.
Prossimi al Duomo sorsero, la chiesa di Orsanmichele,
la Loggia del Bigallo, si lavora alla Loggia del Mercato, alla Loggia dei Lanzi;
viene rifatta la chiesa domenicana di Santa Maria Novella, e quella francescana di Santa Croce,
il Palazzo del Podestą (il Bargello), si sistema Piazza Signoria.
Si lavorava anche al Ponte alla Carraia e a Ponte Vecchio (ricostruito nel 1345).
Una caratteristica importante era quella della presenza di botteghe sui ponti (oggi sono rimaste solo su Ponte Vecchio).
I lavori di rinnovamento architettonico della cittą, furono affidati ad Arnolfo di
Cambio, per merito suo lo stile Gotico, diffuso in Europa dall'Ordine Cluniacense, acquista un carattere equilibrato, mediando con le forme romaniche riesce ad ottenere negli edifici sia civili che religiosi, un esempio di gotico solenne, con degli slanci contenuti e armoniosi. La cittą si andava suddividendo in due parti distinte: una pił centrale situata a nord del fiume, l'altra pił esterna situata attorno alla prima. Il corso dell'Arno funzionava da asse portante per tutta la cittą, infatti c'erano gli scavi fluviali, i molini, le gualchiere, inoltre era una fonte importante per prelevare la ghiaia e la rena
per le costruzioni.
La chiara articolazione tra le parti della cittą non si ritrova
nella distribuzione delle classi urbane nel tessuto cittadino. I ceti alti non disdegnavano il
contatto con i ceti subordinati, il tessuto sociale era misto, accanto al palazzo del nobile si
affiancavano le botteghe, i laboratori degli artigiani. Alla fine del secolo ci sono
collegamenti sempre pił stretti tra i cittadini di Firenze e la campagna.
Il paesaggio viene proprio modificato dall'interesse dei cittadini di investire in residenze
fuori cittą e il paesaggio assume l'aspetto costruito e disegnato che ha tanto colpito
l'immaginazione dei visitatori.
|