Durante la prima metà del trecento erano numerosi gli impianti di nuovi centri abitati o la trasformazione di centri piccoli nuclei preesistenti; era questa una forma di intervento che aveva caratterizzato la seconda metà del XII secolo. Essi erano destinati a sostenere le scelte territoriali delle formazioni politiche che assumevano la dirigenza politica. A questi centri venivano dati diritti di vario ordine che attibuivano agli abitanti uno status paragonabile a quello dei cittadini.Certo essi non possedevano le caratteristiche funzionali della città, infatti erano scarsamente autonomi in materia di controllo amministrativo,politico, diritto che veniva riconosciuto dalle città dominanti a tutti i centri che fossero città. Infatti questi nuovi centri venivano chiamati con termini differenti rispetto a quelli usati per le città. In Toscana ad esempio troviamo il termine terra murata o terra nuova, in altre regioni italiane castello, in Francia bastide, in Spagna ciudad.
Tra i fondatori dei nuovi
centri cerano re, imperatori, ordini religiosi. La fondazione dei nuovi centri si svolgeva
in parallelo con laccrescimento dimensionale delle città, che cercavano la loro cerchia muraria
secondo uno schema più ampio. In Italia tra tutte le aree il fenomeno è più attivo nella repubblica
di Firenze, che tende a svolgere più a lungo una politica di fondazione di nuovi centri.
La decisione di fondare nuove terre era riservata agli organi del governo, e proprio nel momento
in cui si sviluppa il processo di fondazione, tra la metà del Duecento e la metà del Trecento,
la dirigenza del governo fiorentino passa attraverso varie fasi, con lotte tra gruppi di magnati
e gruppi popolari in un primo momento, in un secondo momento queste differenze vengono riassorbite
allinterno del gruppo Guelfo. Questo fenomeno possiamo considerarlo appartenente a due diversi
gruppi. Il primo gruppo comprende i centri fondati nel Valdarno, il secondo gruppo è quello dei
centri fondati lungo la direttrice di valico dellAppennino.
Il primo gruppo comprende Castelfranco di Sopra, Terranuova, S. Croce, Castelfranco di Sotto,
Figline e Montevarchi. Il secondo gruppo comprende Scarperia e Firenzuola.Le Terre nuove, hanno in comune il carattere antinobiliare, infatti i nobili non potevano insediarsi nelle terre. Dal punto di vista amministrativo coloro che si insediavano nelle terre, avevano delle agevolazioni fiscali per sette anni, e facilitazioni per la proprietà delle case.
Per l'impianto prevale lubicazione nelle zone pianeggianti; di forma regolare quadrata o rettangolare è il tracciamento della cinta muraria. L impianto urbanistico è articolato generalmente secondo due assi principali ortogonali, che si incrociano in una piazza, altre strade si dispongono poi con andamento parallelo, ai due assi.Quindi ne risulta un sistema di lotti a scacchiera; regolati secondo una scala gerarchica dimportanza, in rapporto con lasse maggiore e la piazza.Nei pressi della piazza troviamo la chiesa principale e il palazzo comunale, il palazzo, parte delle mura, le porte, erano costruiti a spese del governo fiorentino. A coloro che si insediavano toccava l'onere finanziario dell'acquisto del lotto per edificare e della costruzione della casa. L'organizzazione di questi nuovi centri, le proporzioni la regolarità fanno pensare all'esistenza di un progetto modello. Considerando la precisione nei progetti delle terre, infatti modalità costruttive si trovano nelle delibere e nei contratti, nei quali si trovano precise norme su tutta la lavorazione, e considerando anche il ricorso a precisi schemi nel tracciare il tessuto, si può notare in questi impianti l'anticipazione delle ricerche sulla forma delle città che si trova nei trattati toscani del Quattrocento.