Il Quattrocento è per la città di Firenze, un momento di grande ripresa, sia economica che culturale.
La gloria di aver dato vita a questi nuovi impulsi, che poi esprimeranno quel concetto di rinascita, di rinnovamento dell'arte, che darà vita al Rinascimento, va tutta alla città, che diventa il fulcro di questo movimento culturale.
Il Rinascimento fin dalla sua prima fase di formazione, intorno agli inizi del Quattrocento, sviluppa delle tematiche nuove, accostandosi alle antiche con spirito d'innovazione. Il movimento appare strettamente connesso con la nuova borghesia mercantile fiorentina, e proprio la nuova classe, costituita dalle famiglie dei Pitti, dei Rucellai, dei Medici, degli Strozzi, diventano promotrici della nuova cultura e del nuovo gusto architettonico.
La famiglia dei Medici, prima con Cosimo il Vecchio, poi con Lorenzo il Magnifico, collabora con artisti, filosofi, che studiando con fervore il reale mettono a punto una concezione dell' uomo che esprima i desideri della nuova Signoria. Nell'ambito della cultura fiorentina del Rinascimento, Cosimo il Vecchio, che era a capo di questo grande movimento di rinnovamento, proteggendo gli artisti, incoraggia le iniziative edilizie e artistiche utili alla città. Nelle sue dimore si riuniva l'Accademia Platonica, Cosimo e dopo di lui Giuliano e Lorenzo, erano parte attiva dei dibattiti, discutendo del buon governo e dell'arte. Grande fervore si ebbe in campo letterario, con Poggio Bracciolini, Coluccio Salutati; in campo filosofico, con Marsilio Ficino che rinnova l'Accademia Platonica a Careggi; nell'architettura troviamo, Filippo Brunelleschi, seguito da Michelozzo Michelozzi, Leon Battista Alberti, Bernardo Rossellino, Giuliano da Maiano, Giuliano da San Gallo. Stimolo di questo di questo lavoro è lo studio dell' arte, della cultura e della filosofia greca e romana, studiata scientificamente. L'artista userà le tecniche tradizionali, con una nuova coscienza, cercando di approfondire l'indagine nei confronti del reale e della natura, quindi l'artista rinascimentale, seguendo questa via, lavora unendo la conoscenza scientifica all'arte, che diventa matrice comune, da cui l'artista non può prescindere.
Natura e arte, diventano due fattori importanti; la conoscenza del reale presuppone lo studio e la conoscenza di nuovi mezzi, che l'artista troverà nella prospettiva, prospettiva, che diventa strumento di conoscenza per misurare e riprodurre la realtà. Questi nuovi studi daranno splendidi risultati sia nel campo della pittura che della scultura, e saranno alla base delle più grandi opere della pittura, dell'architettura e della scultura.
Nel campo dell'architettura i nuovi studi trovano risposta nell'opera di Brunelleschi, con Donatello e Masaccio, figura fondamentale del rinascimento fiorentino. Il suo capolavoro è la Cupola di S. Maria del Fiore, che riassume in modo completo la sua attività. Oltre alla Cupola, lavora all'Ospedale degli Innocenti, alla Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, intorno al 1423, alla Chiesa di San Lorenzo, alla Chiesa di S. Spirito nel 1436. Tra il 1429 e il 1443, diresse i lavori della Cappella dei Pazzi, il Brunelleschi fu il creatore del tipo classico del palazzo rinascimentale fiorentino, un esempio è Palazzo Pitti.
La nuova società mercantile, si rivelava nella elegante e solida architettura del palazzo signorile. Si hanno iniziative dei gruppi al potere di fissare in aree non centrali le residenze, anche, per la maggiore facilità di reperimento delle aree, nelle zone più esterne del tessuto cittadino. Si hanno quindi importanti conseguenze urbanistiche, proiettate verso il desiderio di affermazione del gruppo dirigente, ed ha inizio la fase che interessa le nuove tipologie dei palazzi rinascimentali. I palazzi che vengono costruiti tendono a definire un tipo di edificio regolare, con pianta quadrata, cortile interno a colonne.
Palazzo Medici, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi, Palazzo Rucellai, sono i nuovi edifici che riflettono, l'affermazione della ricchezza e della potenza delle principali famiglie fiorentine.