ALCUNI CENNI RIGUARDO AGLI STRUMENTI OTTICI

 

Una premessa:

La cosa principale in uno strumento ottico NON sono gli INGRANDIMENTI che

esso può fornire, ma il DIAMETRO del suo OBIETTIVO.

 

TELESCOPI

 

I telescopi sono di due principali categorie; semplicemente:

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I RIFRATTORI : costituiti da un OBIETTIVO "la lente anteriore" in vetro ottico, da un Tubo che contiene l'obiettivo, da un dispositivo di MESSA A FUOCO, e da un OCULARE "la lente posteriore dove si mette l'occhio per vedere" che viene inserito nel dispositivo di messa a fuoco.

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I RIFLETTORI : costituiti da un obiettivo formato da uno specchio concavo, da un DEVIATORE "specchio che serve a deviare il fascio luminoso in un punto particolare, all'esterno del tubo che contiene lo obiettivo, dove si trova il dispositivo di messa a fuoco" e da un oculare.

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Il principio di funzionamento in ambedue i casi, è sostanzialmente lo stesso: l'obiettivo raccoglie la luce proveniente da una stella, e concentra il fascio luminoso in un punto detto FUOCO o PIANO FOCALE "dove si forma l'immagine dell'oggetto". La distanza del fuoco dall'obiettivo dipende dal raggio di curvatura dell'obiettivo. Questa distanza, si chiama LUNGHEZZA FOCALE e concorre a definire un parametro molto importante dello strumento, cioè L' APERTURA RELATIVA indicata normalmente con la sigla "f". Esempio: lunghezza focale 1000mm, diametro obiettivo 200mm ( 1000/200 = 5 ) f = 5 .Più piccolo è "f" e più luminoso è lo strumento. L'oculare, posto a distanza adeguata tramite il dispositivo di messa a fuoco dal piano focale, restituisce al nostro occhio l'immagine ingrandita, in posizione capovolta. Dal DIAMETRO dell'obiettivo, dipende sia la quantità di luce che esso può raccogliere, più grande è più luce raccoglie," questo dà la possibilità di vedere oggetti debolissimi o addirittura invisibili ad occhio nudo tipo stelle di MAGNITUDINE 8ª; 13ª; 20ª", sia il suo POTERE RISOLUTIVO cioè la possibilità di distinguere particolari finissimi nel senso che, quella che poteva sembrare una stella singola, si rivela essere in realtà composta da due o tre stelle molto vicine.

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Diametro ¦ potere risolutivo ¦ separazione media ¦ magnitudine

obiettivo ¦ teorico ¦ in secondi d'arco ¦ limite in mm

25 ¦ 4.8 ¦ 8.0 ¦ 8.8

50 ¦ 2.4 ¦ 4.0 ¦ 10.3

100 ¦ 1.2 ¦ 2.4 ¦ 11.8

150 ¦ 0.8 ¦ 1.3 ¦ 12.7

200 ¦ 0.6 ¦ 1.0 ¦ 13.3

250 ¦ 0.5 ¦ 0.8 ¦ 13.8

300 ¦ 0.4 ¦ 0.7 ¦ 14.2

 

L'oculare non fa altro che ingrandire ciò che mostra l'obiettivo. Più corta è la focale dell'oculare. più sono alti gli ingrandimenti che esso fornisce, ma più alti sono gli ingrandimenti, più bassa è la luminosità di ciò che si sta osservando. Occorre scendere ad un compromesso es: gli ingrandimenti ottimali per telescopi fino a 250mm di apertura sono uguali al diametro dello strumento espresso in mm es: (obiettivo 200mm = ingrandimenti 200). Il calcolo della focale che deve avere l'oculare per fornire gli ingrandimenti voluti, si può effettuare nella maniera seguente: (focale obiettivo 1000mm / ingrandimenti richiesti 200 ) = focale oculare 5mm

 

BINOCOLI

 

La dicitura che si legge sui binocoli 8X30; 10X50; 20X80 ecc.. si riferisce a: Il primo numero agli ingrandimenti, il secondo numero al diametro delle lenti dell'obiettivo. Più alto è il secondo numero, più luminoso "a parità di ingrandimenti", è il binocolo. Più alti sono gli ingrandimenti e più difficile è tenere fermo l'oggetto che si sta osservando. dai 10 ingrandimenti in su occorre un cavalletto che sostenga il binocolo, per avere una visione ferma e riposante. Per iniziare l'osservazione del cielo un binocolo 7 o 10X50 va benissimo.

 

Questo è tutto! Buone osservazioni

 

Fontani Valerio

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